Sentimental value può essere letto da varie angolature, come un prisma.
Una di queste è che ciò che non è stato simbolizzato, elaborato, si trasmette alle generazioni successive.
Ciò che non passa da una rappresentazione, non si colloca su una scena, non potrà che attualizzarsi nella vita di chi lo eredita attraverso agiti e ripetizioni spesso molto dolorose.
Nel film si coglie però bene la differenza che intercorre tra chi eredita ciò e non ne vuole sapere niente, con la conseguenza di trovarsi a viverlo, sulla propria pelle, in un costante misconoscimento (nel film: la figlia maggiore Nora) e chi, invece, volendone sapere può porre una distanza attraverso la quale trovare il proprio posto singolare di soggetto (la figlia minore Agnes).
E’ ciò che nell’analisi si indica come prendere la parola:
Si tratta di quanto di più arduo si prospetti per un uomo, cui il suo essere nel mondo non lo confronta tanto spesso – ciò che si chiama prendere la parola, intendo la sua, tutto il contrario di dire sì, sì, sì, a quella del vicino.
Questo non si esprime necessariamente in parole.(J. Lacan)
